Sam Walsh: Mike’s Brother, 1964
oil on masonite (National Portrait Gallery, London)
Sono le 3.45, fra 12 ore il mio aereo decollerà dall'aeroporto di Stanstead. Lascio qui tutto, il mio amore figlia. Ho visto la fila del check-in di Ciampino vuota il venerdì prima di Natale, ho avuto un atterraggio molto brutto, in piena tempesta di vento e fulmini, mi sono scaldata con tisane al finocchio tutte le sere. Ho scartato regali, ho incartato regali, ho fatto una torta, ho litigato, ho girato per Denmark Street in cerca di un ukulele, ho bevuto mille Americano, in mille Starbuck's, ho aspettato un'ora intorno alla "crime scene" vera, in Oxford Street, da Foot Looker's, 2 ragazzi accoltellati, uno è morto. La poliziotta triste diceva che si poteva continuare lo shopping, aggirando il blocco dal lato destro della strada, prego, non bloccate i soccorsi. Ho raccolto una bellissima scatola vuota per terrra. Ho mangiato Musaka, brownies, cheescakes, ho mangiato molti muffin, ho fumato un pacchetto al giorno, ho smesso di fumare, sono caduta, ho camminato anche per 9 ore di seguito, ho cantato insieme a un ragazzo che suonava a Covent Garden, ho pianto ogni mezzora. Finalmente ho visitato la National Portrait, ho comprato un quaderno nero, Ilaria mi ha regalato tante matite, Paolo ci ha offertto una cena bella, abbiamo parlato di un sacco di cose tristi, poi abbiamo smesso. Ho sentito ancora le volpi che girano di notte a rovistare nei secchi, ho aggiunto
agli amici di fb una donna artista di 70 anni, che vive qui e che
voglio conoscere. Ho guardato sempre dalla parte sbagliata quando
attraversavo la strada, Quando camminavo nella folla, sbattevo continuamente
a tutti... sorry... sorry... sorry...







