sabato 5 maggio 2012

Ci vuole tanto troppo coraggio


Una bella mattina di maggio, ti svegli contenta, esci, cappuccino e cornetto, il giornale la giornata davanti, ignorando che quello sarà l’ultimo giorno normale della tua vita e che tutto quello che vedi e che pensi ora, domani sarà diverso. Fra poco mia sorella morirà e subito dopo toccherà a me. Tutto accade in fretta, poche telefonate, poche parole e in un attimo ci sei dentro fino a collo. Presto, ti trovi a vagabondare dell’universo.
Il tempo passa, il tempo guarisce, il tempo cancella.  Stronzate, propaganda. Il tempo non può fare un accidenti di niente perché il tempo, in quel preciso momento, si ferma. Quel giorno, ti saluta, ti dice addio, vai avanti da sola... vai! L’orologio non ti serve più e il calendario lo puoi azzerare al giorno 1 del mese 1 dell’anno 0. Quel giorno, il tempo ti saluta, ti dice addio, vai avanti da sola... vai! L’orologio non ti serve più e il calendario lo puoi azzerare al giorno 1 del mese 1 dell’anno 0.
Alzati, vai a lavorare, mangia, dormi, esci con gli amici e soprattutto pedala, con tutta la forza che hai, e se non ce l’hai, trovala. 
Lui, il tempo, al massimo, ti aspetta lì, dove ti ha lasciato.
- Quando ti passa ci rivediamo.
- E quando, di grazia, mi dovrebbe passare? -
Non mi risponde nemmeno.