Una bella mattina di maggio, ti svegli contenta, esci,
cappuccino e cornetto, il giornale la giornata davanti, ignorando che quello
sarà l’ultimo giorno normale della tua vita e che tutto quello che vedi e che pensi ora, domani sarà diverso. Fra
poco mia sorella morirà e subito dopo toccherà a me. Tutto accade in fretta, poche telefonate, poche parole e in
un attimo ci sei dentro fino a collo. Presto, ti trovi a vagabondare
dell’universo.
Il tempo passa, il tempo guarisce, il tempo cancella. Stronzate, propaganda. Il tempo non
può fare un accidenti di niente perché il tempo, in quel preciso momento, si ferma.
Quel giorno, ti saluta, ti dice addio, vai avanti da sola... vai!
L’orologio non ti serve più e il calendario lo puoi azzerare al giorno 1 del
mese 1 dell’anno 0. Quel giorno, il tempo ti saluta, ti dice addio, vai avanti
da sola... vai! L’orologio non ti serve più e il calendario lo puoi azzerare al
giorno 1 del mese 1 dell’anno 0.
Alzati, vai a lavorare, mangia, dormi, esci con gli amici
e soprattutto pedala, con tutta
la forza che hai, e se non ce l’hai, trovala.
Lui, il tempo, al massimo, ti aspetta lì, dove ti ha
lasciato.
- Quando ti passa ci rivediamo.
- E quando, di grazia, mi dovrebbe passare? -
Non mi risponde nemmeno.
