venerdì 13 aprile 2012

«Poi vediamo».

 Masaru Shichinohe

«Poi vediamo» diceva mamma, «poi vediamo» diceva papà, e questa era sempre la risposta a richieste, progetti, desideri, o semplici domande, pure... che ore sono? "Poi vediamo", tanto erano abituati a rimandare la risposta per non sentire, per non dire subito "no" o per non discutere, o perché non gliene fregava niente di quello che dicevi. Quanti anni ho? Poi vediamo. Andiamo al mare? Poi vediamo. Mi compri una bambola, un vestito, il motorino? Giochi con me oggi? Poi vediamo. Cosa provocano queste risposte quando poi uno cresce e pensa che ne facccio della mia vita? Vabbè... poi vediamo. Continuare a incontrare persone che ti rispondono così, dal tuo capo al tuo uomo o donna, ai tuoi amici, almeno ci ha insegnato a riconoscerne l'inesistenza di relazione e a prendere il largo quando si può. Purtoppo magari così fosse, perché uno collega questo con "mamma" = "amore". Le aspettative, le speranze, la fiducia, la concretezza, la progettualità, la condivisione sono fottute. Ma non è detto... poi vediamo.