giovedì 29 marzo 2012

Volevo nascere femmina


Ho sempre invidiato le femmine, fin da piccolo, loro avevano i capelli lunghi, le trecce, io sempre i capelli quasi a zero, loro si mettevano le gonne, io pantaloni alla zuava, loro scarpe col cinturino, io mocassini o scarpe ortopediche Primigi, quelle con gli occhiali ce li avevano colorati, io neri, mi chiamavano Gino Paoli. Avevano cappotti svolazzanti e giacche colorate, io sempre in tenuta da cosacco, cappello compreso. Al mare poi si mettevano il due pezzi, erano così belle, io coi miei slip o pantaloncini avrei tanto voluto mettermi il pezzo di sopra, ma ero un maschio e i maschi non ne hanno bisogno. Mi ricordo quando le amiche uscivano dall'acqua e si strizzavano i capelli, ne ero affascinato. Loro potevano ridere e piangere, se lo facevo io non stava bene. Io giocavo coi soldatini e le biglie dei ciclisti, loro avevano bambole che mi potevo solo sognare. Una volta, visto che insistevo tanto, me ne hanno regalata una dicendomi di non metterla vicino al termosifone che prendeva fuoco. Non l'ho mai toccata, ne ero terrorizzato. Però avevo la pista Policar e mi divertivo abbastanza. Poi, quando sono cresciuto ho capito che mi piacevano i maschi ma con i capelli lunghi, più sembravano femmine e più mi piacevano, immaginavo quando se li strizzavano dopo la doccia e mi incantavo a guardarli sulle moto coi capelli al vento. Ogni tanto, di nascosto, mi truccavo.