
Il macigno è molto fiero di essere un macigno. Vive isolato, in completa fissità, lontano da tutti, estraneo. Il macigno ha paura, sembra impenetrabile ma sente il pericolo di essere aggredito, rimosso, espugnato. Il macigno si difende bene, non vuole essere espugnato, ma vuole che ci si provi per poter dimostrare la sua potenza e infallibilità. Finge di muoversi, magari getta un sasso, attira l'attenzione e poi si ricompatta, chiude e aspetta, intanto si prepara a una nuova resistenza, aspetta il prossimo tentativo, per fare del suo avversario un'altra vittima impotente, per glorificare ancora una volta la sua grandezza. Il macigno esperto è attivo, impiega tutta la sua forza per restare fermo, per non fare niente. Non comunica, non sa, non gli interessa, vuole solo fare bene il macigno. Conosce la sua mole, sa di essere pesante, ingombrante, sono le sue armi. Si para davanti, ti ostacola, si erge minaccioso e imponente, ti impone la sua presenza, il macigno è violento.
Aspiranti spostatori di macigni, rinunciate. Vince lui. Tanti hanno perso la vita nel tentativo di spostarlo, hanno perso la voce sperando che rispondesse, hanno finito le lacrime per la sua assenza. Nessuno vincerà mai contro il nulla arroccato. Il macigno, a volte, siamo noi.