sabato 30 aprile 2011

La mia bellezza, la mia bruttezza


Chi è il giudice? Chi il censore? Chi si permette di misurare e vincere? Chi stabilisce il valore di sé in diamanti e ti mette in saldo tra gli scarti? Chi si prende il posto migliore, credendo di saper restare immobile? Chi il posto più in pericolo, ma più vicino? Chi rischia di più? Chi scappa dalla prigione delle sue stesse parole? Chi decide che tu resti e che io me ne devo andare? Chi?
La certezza degli abbellimenti, delle regole scolpite, del decoro borghese, la coscienza immacolata, l'onestà, la sincerità... (chi dove quando?) io non la vedo. E' solo che non ho più paura e mi porto con orgoglio e fatica il peso del mio bello e del mio brutto. E' roba da umani e io sono viva.

venerdì 29 aprile 2011

Non può piovere per sempre



Nel senso che potrebbe grandinare, nevicare, potrebbero piovere rane, arrivare cavallette, un terremoto. Invece piove soltanto :-)

giovedì 28 aprile 2011

Silence




Hello darkness, my old friend,
I've come to talk with you again,
Because a vision softly creeping,
Left its seeds while I was sleeping,
And the vision that was planted in my brain
Still remains
Within the sound of silence.
(...)
And the sign said: «The words of the prophets
are written on the subway walls
».

Salve oscurità, mia vecchia amica
Sono qui per parlarti ancora
Perché una visione leggermente inquietante
Ha lasciato i suoi semi mentre dormivo
E la visione che si è piantata nel mio cervello
Ancora rimane
Con il suono del silenzio
(...)
E l'insegna dice: « Le parole dei profeti
Sono scritte sui muri della metropolitana»

domenica 24 aprile 2011

Buona Pasqua e sorprese no grazie.


(...)
I’ll take the quiet life,
a handshake of carbon monoxide

No alarms and no surprises,
no alarms and no surprises
No alarms and no surprises
Silent, silent
This is my final fit, my final bellyache with
No alarms and no surprises,
no alarms and no surprises
No alarms and no surprises, please

Such a pretty house, such a pretty garden
No alarms and no surprises,
no alarms and no surprises
No alarms and no surprises, please

---

Prenderò la vita in modo tranquillo,
Una stretta di mano da monossido di carbonio

Niente allarmi e niente sorprese,
Niente allarmi e
niente sorprese,
Niente allarmi e
niente sorprese,
Silenzio, silenzio
Questa è la mia ultima crisi, il mio ultimo mal di pancia
Niente allarmi e
niente sorprese,
Niente allarmi e
niente sorprese,
Niente allarmi e
niente sorprese, per favore

Una casa così graziosa, un giardino così grazioso
Niente allarmi e
niente sorprese,
Niente allarmi e
niente sorprese,
Niente allarmi e
niente sorprese, per favore



venerdì 22 aprile 2011

L'intelligenza non basta


L'intelligenza, da sola non basta, ci vuole anche la cattiveria.
E' una storia troppo brutta e non riesco a raccontarla. Riesco solo a dire una cosa stupida, che io ho scoperto solo oggi, perché sono stupida anche io.
E' questa: c'è chi gode, in silenzio e con discrezione, del tuo dolore, e che, col viso coperto da qualcos'altro, sfodera pronta una violenza devastante per distruggere ogni tuo seppure piccolo piacere.

Questo è il post più brutto che abbia messo in 3 anni, vorrei dimenticarlo subito, ma forse è meglio che lo tenga a mente.


giovedì 21 aprile 2011

Le misure sbagliate


Niente che sia etereo si misura, non c'è un'unità di misura per l'etereo. L'unità di misura forse è 1 sogno. 1 sogno vale un po' di fumo, se non fumi vale una nuvola. Con 2 sogni ci compri la pizza bianca, con 4 qualche pasticcino. Un sogno lunghissimo vale 1 casa rosa e verde, ma io sono troppo grande e non posso entrarci. Oltre 1 sogno lunghissimo, mi sveglio, anche se mi lego, con mille giri di zucchero filato appiccicoso.
Quando i sogni saranno tanti, li metterò tutti da parte, tipo... nel salvasogni, così un giorno potrò scambiarli con l'aria, fresca, senza peso, senza ombra, senza tracce. Avrò così raggiunto il bisogno di niente. Intanto, mentre aspetto fuori, sogno te.

sabato 16 aprile 2011

La Madonna dell'Uragano


Oggi l'ho vista, era lei sono sicura, tra scatoloni, amici, mercanteggio, regalie, sgombero, carica, scarica, turbinii, crostate, dove vai ad abitare, non lo so, ma come fai, non lo so, e allora mi è apparsa lei, la Madonna dell'Uragano e ho capito che anche nell'occhio del ciclone, se ti reggi anche a un forse... forse ce la fai.

venerdì 15 aprile 2011

Il frutto dell'immaginazione



Questa non è un'arancia, è evidente.
Il frutto dell'immaginazione non è mai come sembra, quello che è, non è, e quello che non è, è.
Ci si può anche nutrire solo di questi frutti, ma poi uno si ammala e muore. A mangiar ogni tanto frutti veri, invece si campa di più e meglio. L'importante è consumarne almeno uno al giorno, anche sempre lo stesso, se un giorno ne sarete sazi, non c'è che l'imbarazzo della scelta. Il mondo è un'immenso frutteto immaginario.

mercoledì 13 aprile 2011

Basta cambiare le spazzole

Dal vetro sporco della mia auto
Bambine che si vendono sui marciapiedi.
Bambini con la mano tesa al semaforo.
Cani abbandonati.
Uomini con le tette che si esibiscono sotto i lampioni.
Uomini senza palle che vendono droga all'angolo.
Bambini nei cassonetti e immondizie per la strada.
Scippi, rapine e risse.
Ragazzini che fumano e sputano sui muri.
Vestiti tutti uguali e pensieri tutti uguali.
Ubriaconi alla guida che vanno a tutta birra.
Pensavo che lavando il parabrezza della mia auto
tutto questo sarebbe sparito.
(Arthur Rimbaud)

martedì 12 aprile 2011

lunedì 11 aprile 2011

domenica 10 aprile 2011

Un paio di valigie e via


Se doveste partire per cambiare vita, con la possibilità di portare solo due valigie, cosa mettereste dentro?

Questa domanda se l'è posta lo scrittore russo Dovlatov. Da qualche giorno me lo sto chiedendo anche io.
Causa 18° trasloco, ho deciso di liberarmi di quasi tutto, PAROLA D’ORDINE: LEGGEREZZA! Per questo nuovo stile di vita, nel quale mi sto avventurando, organizzo per questi 3 weekend di Aprile (Pasqua e Pasquetta comprese), altrettanti allegri mercatini a casa mia, con merenda in terrazza, chiacchiere e auguri. Vi invito a venire a dare una sbirciatina, con la speranza che vi portiate via tutto a prezzi stracciatissimi, per la gioia mia e vostra. Vi aspetto!
Quindi, porte aperte nei giorni: 9-10-16-17-23-25-30, dalle 9 alle 19.
Una specie di negozio pieno di tutto, una svendita casereccia, un modo per stare tra amici. La crisi è alle porte (e pure alle finestre), la spesa d'occasione conviene, l'usato è ecologico.

(Amici e conoscenti... fate uno squillo, vi aspetto!)


sabato 9 aprile 2011

Mi ricordo elefanti verdi


Sono io, con chi mi ama, siamo grandi, siamo piccoli e... migriamo ancora. Giriamo il mondo senza bagagli. Foto e bagagli sono per chi non ha memoria e noi ne abbiamo tanta.

venerdì 8 aprile 2011

Radiografia dell'affetto


- Qui, appena sotto lo sterno.
- Se fa un bel respiro?
- Va meglio.
- Proviamo a fare una lastra e vediamo cuore e polmoni.
- Ma no, non c'entra il cuore e nemmeno i polmoni...
- Mhhh... chi sono io?
- Medico di robe mediche.
- ...
- ...
- E questo cos'è?
- Oh...my Teddy bear...!

giovedì 7 aprile 2011

Eh eh... (Rain dance for a friend of mine)

Native American Song
Join happy boy
And settle down
We'll watch the rain come down
And soak the ground
Paddle seas for this is mine
And this is never yours
You will never understand
My mind and how it works
Rain
Rain
Rain
Rain

mercoledì 6 aprile 2011

Stati d'animo

E' ancora soltanto una nebulosa complessa, è uno stato d'animo molto comune. Si trova nella costellazione del Drago e si è creata circa 1000 anni fa. E' quella nube che caratterizza la fase che vien prima della morte di una stella (0_ò). Gli strati più esterni della stella vengono distrutti e si forma una nube di gas dai colori affascinanti, mentre il nucleo diverrà sempre più piccolo e gelido, fino a quando la stella non si trasformerà in una nana bianca, che nell'arco di milioni di anni morirà e diverrà invisibile (=_=).

martedì 5 aprile 2011

Ogni rifiuto del linguaggio è una morte


«Singolare cosmonauta, eccomi attraversare mondi e mondi, senza fermarmi a nessuno d'essi: il candore della carta, la forma dei segni, la figura delle parole, le regole della lingua, le esigenze del messaggio, la profusione dei sensi che si connettono. E uno stesso infinito viaggio nell'altra direzione, dalla parte di chi scrive: dalla parola scritta potrei risalire alla mano, alla nervatura, al sangue, alla pulsione, alla cultura del corpo, al suo godimento. Da una parte e dall'altra, la scrittura-lettura si dilata all'infinito, impegna l'uomo nella sua interezza, corpo e storia; è un atto panico, del quale la sola definizione certa è che "non potrà fermarsi da nessuna parte».
(Roland Barthes)

Il 25 febbraio del 1980, uscendo dal
Collège de France, è investito da un furgoncino e il 26 marzo dello stesso anno muore.

lunedì 4 aprile 2011

It's just that it's delicate



We might kiss when we are alone
When nobody's watching
We might take it home
We might make out when nobody's there
It's not that we're scared
It's just that it's delicate

So why do you fill my sorrow
With the words you've borrowed
From the only place (that) you've known
And why do you sing Hallelujah
If it means nothing to you
Why do you sing with me at all?

... ...

Potremmo baciarci quando siamo soli
Mentre non ci vede nessuno
Potremmo andare a casa
Potremmo cavarcela quando non c'è nessuno
Non perchè abbiamo paura
Ma semplicemente perchè è delicato

Allora perchè mi riempi di dolore
Con parole che hai preso in prestito
Dall'unico posto che conosci
E perchè canti l'Alleluja
Se per te non significa niente
Perchè continui a cantarmelo?


domenica 3 aprile 2011

Il caffè non rende nervosi


Io ci metto il caffè tu ci metti la sigaretta da qualche parte c'è un accendino attento a non farlo uscire il manico scotta non ce l'ho una presina usa la manica tazza grande o tazza piccola grande io ci aggiungo l'acqua calda io ci voglio tre cucchiaini di zucchero io niente ci inzuppo anche un pezzetto di pane ma è di due giorni fa meglio adesso sto bene bevo e aspiro un goccio e un tiro un goccio un tiro fanno male tutti e due ma fanno bene all'altro cuore e all'altro respiro quelli che fanno bene e male che un medico non lo sa vaglielo a spiegare.

venerdì 1 aprile 2011

Song

Shaun Tan

Il peso del mondo
è amore.

(...)
Chi può negarlo?
Nei sogni
sfiora
il corpo
nel pensiero
costruisce
un miracolo,
nell’immaginazione
langue
finché è diventato
umano...


Si affaccia dal cuore
ardente di purezza -
perché il fardello della vita
è amore,

ma trasportiamo il peso
stancamente,
e così dobbiamo riposare
tra le braccia dell’amore
finalmente,
dobbiamo riposare tra le braccia
dell’amore

(...)


(Allen Ginsberg da Jukebox all’idrogeno)