mercoledì 9 febbraio 2011

L'albero di niente

Anche il niente si fanno bastare
Dormono nelle tempeste con il pollice in bocca come cena.

Scintillano di sudore più accaniti di noi,
Sono cespugli di spine, la morte non si accosta.

Nel sonno potente che ce li atterra in braccio
Il loro cuore strepita in petto a un’antilope in fuga.

Poi riaprono gli occhi abbeverati, sazi,
Ripartono a frugare nel recinto i varchi per uscire.

S’infilano tra i piedi dei guardiani
Si mischiano col fango del cortile.

Tornano con un dono per le madri
Col tesoro di una caramella.

Sono loro a difendere noi,
è il frutto a proteggere l’albero.


Erri De Luca, da Sola andata