venerdì 31 ottobre 2008
giovedì 30 ottobre 2008
Cromatologia
I colori che vediamo in natura sono il risultato di un fenomeno fisico: la scomposizione della luce. Vediamo i colori solo perché la luce è bianca. I colori non esistono.Spesso quello che ci fa bene non esiste, una fede, un amore, un sogno. Però non smettiamo di crederci e non smettiamo mai di amare, sapendo che, a braccetto, ci segue il dubbio. Cinque sensi per darci piaceri e dolori, cinque fenomeni fisici.
Se la fisica non esistesse, staremo in piedi lo stesso? Forse no. Una dipendenza inevitabile per far sì che ci si inventi pure l'anima. Allora i rossi, i gialli, i verdi e i blu possono ritrovarsi, insieme ai do-re-mi-fa-sol, insieme al profumo di cannella e di rose, insieme al subbuglio di emozioni che frullano silenziose, per lasciare lo spazio a tutto questo e all'amore che non si spiega.
Libro consigliato:
Croma - Derek Jarman
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colori anima sensi arte
mercoledì 29 ottobre 2008
C'è un bruco incazzatissimo che non vuole aspettare la primavera.
Come sempre, mi rinnego, e anticipo il ritorno, il temporale di stanotte mi ha convinto. Fa troppo freddo sotto 10 metri di neve, nelle desolate valli di chi ha infilato la testa nell'azoto liquido. Ahimé, capita di farlo, così come capita di ritrovare l'uscita e guadagnarsi la porta. Ora, in quanto bruco, che farfalla non vuol diventare (a nessuno piacerebbe avere i giorni contati). vago urlando per i campi, senza meta e senza un bozzolo addosso, come mamma m'ha fatto (eh, lo so mi ha fatto male parecchio). Mi guardo intorno e continuo a stupirmi di tutto, ma proprio di tutto quello che vedo, nel bene e nel male. Spero di cavarci fuori qualcosa di buono da condividere qui.Libro consigliato:
Lo stupore infantile - Elémire Zolla
mercoledì 22 ottobre 2008
Buon inverno.
Rimasero talmente soli,talmente senza parole,
degni di miracolo per tanto disamore -
di un fulmine dal cielo, d'esser mutati in pietra.
... ...
Se almeno ci fosse qualcuno sulla porta,
se qualcosa, per un attimo, apparisse, sparisse,
lieto, triste, da ovunque venisse,
fonte di riso o timore, che importa.
Ma non accadrà nulla. Nessuna improvvisa
inverosimiglianza. Come in un dramma borghese,
questo sarà un lasciarsi del tutto regolare,
neanche un apriti cielo per solennizzare.
(Wislawa Szymborska)
___________________________________
Io mi fermo qui,
tornerò con le rondini, a far primavera.
Checché se ne dica.
(Michela De Muro)
lunedì 13 ottobre 2008
Ho trovato casa.
martedì 7 ottobre 2008
Il ciambellone di nonna Emma
Quella sono io, non è il ciambellone, e la nonna è mia nonna Emma, che mai avrebbe immaginato di finire sul blog (?) del mostrillo che tiene in braccio. Oltre a nascondermi le caramelle tra le lenzuola, resta nella memoria per il suo delizioso ciambellone, del quale mi appresto a darvi la ricetta, ovviamente da tramandare per generazioni e generazioni a venire. Grazie nonna.Eccola:
500 gr di farina
400 gr di zucchero
4 uova intere
1/2 bicchiere d'olio di oliva
3 etti di ricotta di pecora
1 bustina di lievito
poco poco latte
scorza grattuggiata di 1 limone
3/4 cucchiai di zucchero per fare la crostina sopra
Prima di tutto accendete il forno che, al momento di infornare deve essere già caldo (180/200).
Sbattere insieme uova e zucchero finché non diventano belli spumosi, unire la farina, mesolare senza fare grumi, aggiungere l'olio e la ricotta, mescolare mescolare e se è troppo faticoso o restano grumi si può anche fare con lo sbattitore o mettere tutto nel mixer (fino al lievito), ma è meglio a mano. Ora grattugiare la scorza di 1 limone bello cicciottello e mescolare ancora. Stemperare il lievito in un po' di latte e versarlo (via dal mixer ornai) nell'impasto. Amalgamare lentamente finché non è tutto liscio e morbido.
Ungere una teglia con un po' di burro e cospargerla di un velo di farina per non farlo attaccare, poi versare tutto dentro, cercando di ottenere una superfice piatta, casomai uniformate con una spatoletta. Adesso si può cospargere di zucchero la superfice.
Infornare (forno già caldo) e dopo circa 40 minuti (dipende dal forno) controllare con uno stecchino lungo aprendo il forno solo per lo spazio della mano, se rimane asciutto è pronto.
Aspettate un po' prima di toglierlo dalla teglia sennò si rompe tutto.
Buona merenda!
Sbattere insieme uova e zucchero finché non diventano belli spumosi, unire la farina, mesolare senza fare grumi, aggiungere l'olio e la ricotta, mescolare mescolare e se è troppo faticoso o restano grumi si può anche fare con lo sbattitore o mettere tutto nel mixer (fino al lievito), ma è meglio a mano. Ora grattugiare la scorza di 1 limone bello cicciottello e mescolare ancora. Stemperare il lievito in un po' di latte e versarlo (via dal mixer ornai) nell'impasto. Amalgamare lentamente finché non è tutto liscio e morbido.
Ungere una teglia con un po' di burro e cospargerla di un velo di farina per non farlo attaccare, poi versare tutto dentro, cercando di ottenere una superfice piatta, casomai uniformate con una spatoletta. Adesso si può cospargere di zucchero la superfice.
Infornare (forno già caldo) e dopo circa 40 minuti (dipende dal forno) controllare con uno stecchino lungo aprendo il forno solo per lo spazio della mano, se rimane asciutto è pronto.
Aspettate un po' prima di toglierlo dalla teglia sennò si rompe tutto.
Buona merenda!
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ciambellone
lunedì 6 ottobre 2008
Il mare ci sarebbe
Io ci sono andata al mare domenica, non mi ricordo che pezzetto di mare è questo, perché l'ho fatto tutto, da Maccarese ad Anzio, senza mai scendere dalla macchina.
Sarà vero che la felicità è reale solo se condivisa? Non lo so, io ricordo bene di essere stata felice anche da sola, di averla provata senza condividerla con nessuno, non era male. Adesso ci riesco poco. Questo cancello chiuso, come tanti altri, stava lì a dirmi - è meglio che non ti avvicini se, dopo aver visto il mare, non hai un altro sguardo a cui volgere il tuo.
Sarà vero che la felicità è reale solo se condivisa? Non lo so, io ricordo bene di essere stata felice anche da sola, di averla provata senza condividerla con nessuno, non era male. Adesso ci riesco poco. Questo cancello chiuso, come tanti altri, stava lì a dirmi - è meglio che non ti avvicini se, dopo aver visto il mare, non hai un altro sguardo a cui volgere il tuo.
venerdì 3 ottobre 2008
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