lunedì 28 luglio 2008

Ma tu, più o meno, mi ami ancora?

P. mi ha risposto +++++. Ieri ho fatto colazione con A. e F. e dopo ci siamo abbracciate a tre, e io ero appiccicata a due guance da baciare. Poi S. è venuto a lavorare qui e, oltre a portare un vassoio sconfinato di dolci siciliani, prima di andare via mi ha dato un regalo bellissimo, con la dedica più bella ancora "da uno che ti ama come può". Nel pomeriggio F. mi ha mandato una canzone, senza aggiungere commenti. Aprendo la posta stamattina, ho trovato un pezzetto di concerto che M. ha registrato ieri sera vicino Roma e stanotte me lo ha mandato. L. è lontana, da sola ad affrontare problemi seri e ieri mi ha chiamato quattro volte, leggendomi anche il menù del ristorante dove stava cenando, io avrei voluto essere lì ogni volta.
Non è che vada sempre così di lusso eh, ma ieri mi sono presa con gioia tutto l'affetto che è piovuto. Mi sento abbracciata e voluta bene. Si capisce che ne ho bisogno? Che mi piace sentirmelo dire? Ebbene sì, è un crimine che commetto tutti i giorni.

venerdì 25 luglio 2008

20 minuti preziosi da sottrarre a quel poco che ci resta.

Gentile Signora Annie Leonard, condivido pienamente la semplificazione della sua analisi, per quanto già tristemente nota, e sostengo tutte le sue proposte di cambiamento, ma non riesco a condividere il suo ottimismo per un motivo per niente trascurabile, l'inverosimile auspicio che i nostri governi "prendano la retta via", era una battuta, vero?

giovedì 24 luglio 2008

Forse già tutti sanno che...

La parola "fuck" ha origine sassone-germanica e nasce molto, molto prima del Settecento. Tant'è che è inclusa in un dizionario inglese del 1598. "Fuck" pronunciata in realtà "ficken", di uso comune nel sedicesimo secolo, proprio come "fottere" in italiano (fa fede, tra tanti, l'Aretino) e "foutre" in francese (dal latino "futuere" e dal greco "phiteyo", significa letteralmente "piantare", e figuratamente "generare", "dare origine". E non questa versione più fiabesca: “Fornication Under Consent of the King”, abbreviato F.U.C.K.
Ma poi... vai a sapere... già pare un miracolo non scordarsela.

lunedì 21 luglio 2008

Un colpo al cerchio e uno a chi c'è dentro.

E il parcheggio? La targa? E come ci vede? E se pialla un bambino? Sarà un Verde convinto, o un criceto cretino? Ma perché non se ne va in campagna a zappare le pecore? A farsi spolpare da insetti, topi e scorpioni? A torcere il collo ai polli con le sue mani? A spezzarsi la schiena nell'orto? A restare senza Internet ogni volta che piove? Senza luce, telefono, acqua, legna, amici? Che... sì ti veniamo a trovare... che bello il caminetto... e poi ti si scordano dopo una settimana? No, meglio andare in giro dentro un cerchio di prato finto che manco lo devi tagliare perché... «Io in banca ci vado solo a piedi nudi nel parco».
Se io abitassi in campagna, forse mi farei un cerchio di asfalto.

giovedì 17 luglio 2008

Effetti collaterali di un Master alla Bocconi

Punkabbestia organizzati? Quindi socialmente accettabili? Quale di queste scatole avrà più fondi? (cliccarci sopra per ingrandire :-) Forse quelle per il cibo e per i cani. Vino, droga e puttane non li passano nemmeno i falsi caritatevoli, ma mi sembra comunque lecito metterli tra le necessità. E se c'è ancora qualche "generoso" che offre un euro a un mendicante e poi dice - "Non se lo vada a bere, eh!" - qui sa in che scatola metterlo e che consigli dare, per esempio - "questo se lo sniffi pure" - oppure - "vada a farsi fottere".
Lezione di microeconomia on the road, lezione di libertà, lezione di povertà.
Della Trimestrale di cassa ne faranno a meno.
Tutta salute.

domenica 13 luglio 2008

Il senso dei Sigur Ross per la neve

Ieri sera all'Auditorium di Roma (vietato scattare foto), un calore appassionato, sotto coriandoli di neve. Come scaldarsi al fuoco di un camino, mentre fuori nevica.
Il video qui sotto è vietato ai minori di 18 anni (veramente), si vedono cose oscene che potrebbero causare shock e intense riflessioni sul senso della vita.

giovedì 10 luglio 2008

Cambia 'sta lampadina, va'...

Tutta colpa di Archimede Pitagorico (o magari di Carl Barks che lo ha disegnato), forse uno dei primi ad associare la lampadina all'idea. Che brutta immagine, un vetrino sottile e fragilissimo che protegge un filamento luminoso altrettanto fragile e dalla vita incerta.
Direi che un'idea è ben di più, un'idea non si rompe e non si fulmina, magari va in frantumi e allora era un sogno, o magari esplode e allora era inutile, oppure si esaurisce e allora era una moda. Un'idea non esce da una fabbrica di idee, sarebbe marketing, e nemmeno vola sulle nostre teste come un aureola in cerca di un santo da beatificare.
E' l'idea che fulmina chi ce l'ha. Un'idea in preparazione, chiama a raccolta i neuroni che ne sanno di più, ma che non sanno l'uno dell'altro, inconsapevoli si attraggono, prima vagano perduti nella materia grigio/rosa sanguinante, poi convergono verso lo stesso punto poi, cozzando fra di loro, fanno conoscenza. Siamo vicini, è un momento cruciale. Se l'acchiappo funziona, se si piacciono, i neuroni si accoppiano, e figliano. E come tutti i figli crescono nella pancia. Il parto non sempre è necessario e non ha una scadenza, Ci si può tenere il figlio dentro quanto si vuole, anche per sempre. Per fortuna (degli altri) arriva il momento in cui liberarsene diventa un urgenza. Adesso la creatura è di tutti, fulmina chi l'ha fatta e illumina il mondo.

lunedì 7 luglio 2008

Giusto il tempo necessario

Se un minuto dura un'ora, un giorno dura 2 mesi, in 6 giorni se n'è andato un anno. Oppure il contrario, se ogni ora è un minuto ogni 12 ore passa un anno.
Forse ho sbagliato a contare, ma cosa cambierebbe? Avremmo più tempo o di meno? No.
Il tempo astratto allaga i pensieri, espande le emozioni, ignora l'attesa. Oppure tutto il contrario. Il tempo può rendersi insopportabile e desiderabile "allo stesso tempo".
Il tempo dura un'eternità, non un minuto di più.

sabato 5 luglio 2008

All she wanted was a peaceful life...

La mia vendetta sa di zucchero filato,
regalo di un ambulante abusivo.
Quella tua è legale,
le tue armi hanno un numero nuovo di zecca,
la tua coscienza illumina la città.

La gloria è sempre stata tua,
mia è stata la lotta.
Bravo, per aver vinto niente.
Io mi tengo gli altri vizi,
ti lascio l'invidia, per chi ha coraggio.

Dolcezza,
io non farei male a una mosca,
potrei mai a un moscerino?

giovedì 3 luglio 2008

Black +

Nera dentro e fuori.
Spero che quello che gocciola sia inchiostro.

Illustrazione @Michele Di Trani

mercoledì 2 luglio 2008

Consegnami il tuo abisso, io il mio.

Che sfida, viaggiare su un veliero che ha la morte per polena. E' caduta in mare e lui, folle e devoto, la segue.

Poteva accadere.
Doveva accadere.
E' accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E' accaduto non a te.
... ... ...
Dunque ci sei? Dritto dall'attimo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì?
Non c'è fine al mio stupore, al mio tacerlo.

(Wislawa Szymborska)