
Elogio della banalità? Mai. Della semplicità? Forse.
Stata al mare, Castelporziano, spiaggia di Capocotta, cancello 9. Arrivo ore 6.00. Sembra di stare in Sardegna (non si gridi all'orrore, sono sarda), solo che la "Sardegna" finisce alle 9.00. Il mare si ricorda di essere quello che è, poverino, è solo il mare di Ostia, che è pure il mare di Roma. Più di tanto non gli puoi chiedere, è stato comunque bravo a dare tanto. Spiaggia pulita, poca gente, e quella poca, educata e gentile. Un senso di rispetto ti accoglie, ti siede accanto e ti riaccompagna all'uscita, quando è ora di andarsene (se è domenica meglio non superare le 11.00). Sulla riva tante micro-conchiglie e lungo le passerelle d'ingresso, sulle dune, cespugli di cuori con le foglie come questa, basta aggiungere qualche raggio di sole e... beccatevi 'sta sviolinata marittima che, se l'orecchio è "assoluto", ha pure il suo fascino.