lunedì 30 giugno 2008

Un po' di fresco?

Per tornare a sentire veramente freddo, spruzzarlo in aria, sopra di voi e aspettare che nevichi. Se non volete incollarvi i capelli per sempre, è consigliabile l'uso di un berretto o di un ombrello, l'effetto "oddio nevica a giugno" resterà immutato. Passeggiando, si può ripetere l'operazione più volte, indirizzando la bomboletta, sempre in alto, ma verso la traiettoria che state percorrendo.
E' sconsigliato l'uso per chi sente le voci.

giovedì 26 giugno 2008

Manciate di oscurità

Guardando la neve cadere sull'erba alta ho sentito di nuovo la presenza dell'oscurità positiva.
(neropositivo?)

The grass is half covered with snow
And now the little house of the grass are growing dark
Il I reachead my hands down, near the heart, I could take handsfull of darkness.

L'erba è per metà coperta di neve
E ora nelle casette dell'erba si va facendo buio
Se tendessi le mani in giù, vicino alla terra, potrei raccogliere manciate di oscurita.

Da "Il piccolo libro dell'ombra" di Robert Bly

domenica 22 giugno 2008

Dammi tre parole...

Elogio della banalità? Mai. Della semplicità? Forse.
Stata al mare, Castelporziano, spiaggia di Capocotta, cancello 9. Arrivo ore 6.00. Sembra di stare in Sardegna (non si gridi all'orrore, sono sarda), solo che la "Sardegna" finisce alle 9.00. Il mare si ricorda di essere quello che è, poverino, è solo il mare di Ostia, che è pure il mare di Roma. Più di tanto non gli puoi chiedere, è stato comunque bravo a dare tanto. Spiaggia pulita, poca gente, e quella poca, educata e gentile. Un senso di rispetto ti accoglie, ti siede accanto e ti riaccompagna all'uscita, quando è ora di andarsene (se è domenica meglio non superare le 11.00). Sulla riva tante micro-conchiglie e lungo le passerelle d'ingresso, sulle dune, cespugli di cuori con le foglie come questa, basta aggiungere qualche raggio di sole e... beccatevi 'sta sviolinata marittima che, se l'orecchio è "assoluto", ha pure il suo fascino.

sabato 21 giugno 2008

Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?

...disse al lupo, che la osservava inoltrarsi nel bosco. Il lupo aveva guaito e lei si era voltata a guardarlo. Il suo sguardo dice - che vuoi? - solo vederci ogni tanto - lo sai che la nostra favola è finita - sì, ma siamo rimasti solo io e te, alberi e neve... - e allora? - allora potremmo farci compagnia qualche volta - sto bene da sola - ma anche con me non stavi male - l'ultima volta mi hai mangiato, ricordi? - no, era la penultima, l'ultima volta abbiamo ballato.
Immagine ©Marina Biagini

giovedì 19 giugno 2008

Bianca come la neve

Per avere lei, che ho sempre amato, ho dovuto comprare tutti e sette i nani. Cucciolo non c'era perché hanno tutti la barba e, a parte Brontolo che è accigliato e Pisolo che sbadiglia, gli altri sono generici nani imbucati e, come se non bastasse, hanno la testa che dondola (paura). Ora loro sono stati relegati in terrazzo, esposti alle intemperie e ai sequestri dell' FNLJ , mentre lei è al sicuro in camera mia, vicino a uno struzzo di gomma, due dinosauri e una madonna che lampeggia come un semaforo.

mercoledì 18 giugno 2008

Il giorno prende, la notte dà.

Nove ore io e il computer, alzarmi mai, pensare al lago, al buio, quando ho finito. MSN, - e se vengo lì – dai! – allora vengo. Roma deserta, ah, la partita, il cielo un soffitto nero, l’orizzonte ancora acceso, pezzetti di luna piena tra un nero e l’altro. Cell – il cielo è una figata, Roma è una figata, sto andando al lago. Michele esce dal cancello senza aprirlo, come fa? Il cane abbaia, lui mi guarda e ride, gioca con la torcia - quale bar – uno bello – lo so io – gelato – piove - ma è giugno - ma piove - dai, gelato – io cioccolata calda – io gelato. Perché ti tagli i capelli? – Non mi taglio i capelli – le dita non ci passano, guarda, non ci passano – ma io non li ho tagliati - io bene e tu? - il cane litiga con l’asino, e con i maialini – e perché? – non lo so - è strano amico mio – sì, è strano. Parliamo di Giapponesi, di manga – non mi piacciono – questo sì – lo scrivo il racconto? Vorrei tanto, deve parlare di sesso – ma chi? – il racconto, cercami i fiori, e i profumi – andiamo vicino al lago – sì, però io non scendo – stai fermo co’ ‘sta torcia, te le taglio le mani – ride e me la dà, sequestrata - ti ho portato un regalo, ma non è per te – ah – è per Rosario, la tua manichina – lo so chi è Rosario, una collana nera, la voglio io - no, è per Rosario - okkei, domani ti faccio ringraziare – grazie - ora scendo e arrivo vicino all’acqua, che dici tu? Ce la faccio? Ho paura. – sono 20 metri – lo so che sono 20 metri– e io lo so che hai paura – allora scendo, ma tu non mi molli – L’acqua fa le onde, la sabbia è nera, il vento vola la mia sciarpa – dammi la torcia che ti trovo una conchiglietta – anche un sassolino – li porto a casa. Oh, ce l’ho fatta, fino all'acqua – brava.

mercoledì 11 giugno 2008

Gnào, Filippo

Grazie per questo "Pennarello su tovaglia di carta", grazie della presentazione della tue MEMORIE dell'ARTE BIMBA, e per aver condiviso i ricordi condivisibili con tanta familiarità che mi sono quasi commossa (quasi, eh).
Felice di averti conosciuto.

domenica 8 giugno 2008

Vogliamo anche le spine.


Le rose me le porto da me
tanto non pesano
grazie
sono gentile
niente acqua
niente rose annacquate
questa gioia è mia
stretta fra le mani
le bucherà
e io che sono viva
sanguinerò
sì, però questa gioia è mia.

mercoledì 4 giugno 2008

Aggiungetevicisiti


Ho inaugurato il nuovo set FRIENDS! Qualcuno di voi c'è già, "capando" tra le foto che avevo, ma mancano quasi tutti. Vi invito, per la gioia della blogghèra, a inviarmi una vostra bellissima foto che posso inserire e guardare quando mi sento sola, e felicitarmi di avere tanti amici.
Per vederlo cliccate su "Faccio cose... vedo gente... sotto la mia foto. Chi avesse reclami per quelle già messe, può commentare e reclamare, qui sotto dove c'è scritto "commenti" :-P
Per inviarmi, invece, nuove foto, mandatele qui: neropositivoblog@gmail.com (oppure clic su bustina in alto a destra, sigh che mi tocca dire).
Oppure mi scrivete "a casa" come fate sempre. Come si dice...? Vi attendo numerosi.
Stay alive for lesson two!
Bye.

martedì 3 giugno 2008

Vorrei scrivere di tulipani.

Vorrei ma non posso, non di questi, né di mazzetti o di camion profumati che arrivano dall’Olanda, perché i fiori recisi non mi piacciono. Quando mi regalano dei fiori, penso che li hanno portati a morire a casa mia, che erano moribondi da un pezzo e a me tocca la fase terminale. Di solito, col permesso dell’inconsapevole e gentile autore del gesto, gli taglio immediatamente “la testa” (come Mortisia alle rose) e li metto a galleggiare in una vaschetta, pensando ai lumini e alle offerte di fiori che in India si poggiano sull’acqua dei fiumi e che dal momento in cui vengono poggiati, prendono il loro cammino, sicuramente illuminato. I miei no, restano lì, a girare in tondo, impossibili da liberare e da guardare. Al contrario, adoro i fiori finti, meglio se di plastica perché, a parte il profumo che se ne può fare a meno, sono l’essenza della bellezza e della perfezione che non muta, non invecchia e non muore. Avevo dei tulipani di plastica, una volta, che aspirando alla vita, ogni tanto, perdevano un petalo.